Truffa ai danni della sanità bellunese bloccata in extremis

lunedì 8 Febbraio 2010 - Cronaca

Truffa ai danni della sanità bellunese bloccata in extremis I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Belluno, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale della stessa citta' veneta, hanno portato a termine il sequestro preventivo di circa 2,8 milioni di euro, somma ritenuta profitto di una grave truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, perpetrata presso una nota struttura clinica di Cortina d'Ampezzo. Il sequestro e' stato eseguito presso diverse Banche in ambito nazionale, su vari conti correnti intestati all'Istituto Ospedaliero ed alla societa' privata che gestiscono la predetta clinica in regime di sperimentazione gestionale mista pubblico privata. Il provvedimento cautelare dell'Autorita' Giudiziaria e' stato emesso alla conclusione delle indagini, avviate circa due anni fa e coordinate dai Sostituti Procuratori Gasparini e Leghissa, indagini che hanno consentito di accertare responsabilita' penali per i reati di truffa e falso ideologico in capo a 13 persone (dirigenti e medici). Le investigazioni delle Fiamme Gialle e le consulenze tecniche avevano consentito di ricostruire il 'modus operandi ' adottato per 'gonfiare ' i rimborsi richiesti alla Regione Veneto ed al Servizio Sanitario Nazionale, che si concretizzava nella falsificazione delle cartelle cliniche, ne sono state sequestrate circa 8000, attraverso l'inserimento nelle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) di 'codici di rimborso ' delle prestazioni effettuate riferiti a diagnosi ed interventi maggiormente retribuiti rispetto a quelli che avrebbero dovuto essere utilizzati. R.R.


Il sequestro e' stato eseguito presso diverse Banche in ambito nazionale, su vari conti correnti intestati all'Istituto Ospedaliero ed alla societa' privata che gestiscono la predetta clinica in regime di sperimentazione gestionale mista pubblico privata.

Il provvedimento cautelare dell'Autorita' Giudiziaria e' stato emesso alla conclusione delle indagini, avviate circa due anni fa e coordinate dai Sostituti Procuratori Gasparini e Leghissa, indagini che hanno consentito di accertare responsabilita' penali per i reati di truffa e falso ideologico in capo a 13 persone (dirigenti e medici).

Le investigazioni delle Fiamme Gialle e le consulenze tecniche avevano consentito di ricostruire il 'modus operandi ' adottato per 'gonfiare ' i rimborsi richiesti alla Regione Veneto ed al Servizio Sanitario Nazionale, che si concretizzava nella falsificazione delle cartelle cliniche, ne sono state sequestrate circa 8000, attraverso l'inserimento nelle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) di 'codici di rimborso ' delle prestazioni effettuate riferiti a diagnosi ed interventi maggiormente retribuiti rispetto a quelli che avrebbero dovuto essere utilizzati.

Fonte Voceditalia.it

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